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26 febbraio 2010

Sei una rana con i bambini

"Sei una rana" è l'ultimo gioco, in ordine di tempo, che sto sviluppando.
Ci sono arrivato un passo per volta, inventando un gioco dopo l'altro, cercando di spingermi verso giochi sempre più semplici. Questa volta penso di avercela fatta, "sei una rana" è un gioco semplice e gestibile.
Il primo playtest al pubblico l'ho fatto durante il primo incontro dietro le quinte, i ragazzi mi hanno dato dei suggerimenti utilissimi che hanno portato all'introduzione di un tabellone. Ho messo Rita a lavorare e adesso il gioco gode di un tabellone fatto di carta velina che raffigura un pentolone da strega con tante bolle colorate e una serie di mele rosse e succose disegnate sui dischi che ho ritagliato da una scatola di cartone.
Adesso che il gioco ha una grafica, anche se ancora incompleta, ho deciso di presentarlo ai piccoli di casa. Si tratta dei miei figli e dei miei nipotoni (10, 9, 8 e 4 anni per la più piccola).
Ho letto le parti più importanti del regolamento a voce alta cercando di lasciare il più possibile a loro l'organizzazione della partita. Facendo questa cosa mi sono reso conto che ho usato certe parole che non sono adatte a loro e mi sono accorto anche che certe regole rendono il gioco inutilmente più difficile. Avrei dovuto ascoltare Fantavir che me lo aveva già detto, ma certe cose bisogna vederle con i propri occhi.
Hanno giocato tutti, entusiasti della novità e colpiti dal tabellone, durante questa parte del playtest io mi sono limitato solo a spiegare il significato delle magie man mano che capitavano. Dopo le prime partite ho giocato con loro e poi mi sono allontanato lasciandoli soli.
Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal fatto che Rik (8) e Antonio(10) hanno continuato a giocare un paio di partite da soli e anche dal fatto che il regolamento scritto rivolgendosi alle streghe (quindi tutto al femminile) non ha portato alcuna esitazione in questi maschioni allergici alle gonnelle (tipico della loro età).

Cosa ho capito in questo playtest?
1 - la zona centrale che trasforma in una rana deve essere un po' più piccola.
2 - 3 passi di distanza sono tanti per i bambini
3 - la regola del "chi tocca il pentolone" è superflua
4 - ricordare a memoria i punti vergogna e le trasformazioni acquisite non è facile, serve qualche "ausilio"
5 - il regolamento è da semplificare
6- devo verificare che i simboli delle maledizioni delle streghe siano di immediata comprensione.
Insomma, come al solito, c'è un sacco di lavoro da fare. Però è stata una bella soddisfazione vederli giocare e divertirsi col mio gioco.