gli appunti di Max

18 aprile 2014

Con gli amici: Concordia

Concordia è stato portato da quel tedescone di mio cugino.
Non è veramente tedesco, ma per lui il gioco deve essere impegnativo, lungo e altamente strategico. I filler durano minimo un'ora. Lui gioca davvero alla tedesca.

Concordia l'ha prelevato direttamente alla fiera di Essen (in Germania ovviamente, patria dei giochi da tavolo) e ce l'ha fatto provare tutto baldanzoso.

Il gioco in se è semplice: scegli una carta dal tuo mazzo personale, ne esegui gli effetti, quando non hai più carte che ti piace giocare puoi sempre giocare una carta che consente di riprendere in mano le carte giocate.
Usando queste azioni e spendendo delle risorse si possono acquisire delle nuove carte da aggiungere al proprio mazzo, in questo è stata sviluppata la meccanica del deck-building ... e per questo il gioco mi piace.
Il resto del gioco si svolge tutto sul piazzare trippoli a forma di casetta nelle città, decidere quando riscuotere le regioni (tutti i trippoli in quella regione producono risorse, per tutti i giocatori presenti), acquisire nuovi esploratori da mandare via terra o navi da mandare via mare a colonizzare nuove città.
Giocato in 3 giocatori mi ha lasciato un senso di incompiutezza generale: c'è troppo spazio, si possono fare troppe cose , insomma non ci si pesta i piedi e certe meccaniche le abbiamo appena intraviste.
Quindi procuratevi, insieme alla scatola, anche una serie adeguata di giocatori da far sedere insieme a voi, altrimenti non vi divertirete.
Sono certo che avendo i giocatori che servono il gioco rende molto di più, per 3 persone non si adatta.

Ah l'ambientazione ... bhe, per questi giochi alla tedesca è un accessorio: siamo mercanti che espandono i loro commerci all'ombra di un pacifico e stabile impero romano.

Potete leggere le opinioni del playtest su Giochi sul nostro tavolo, oppure potete leggere la recensione di gioconomicon
Potete trovarlo su DungeonDice
Potete ascoltare le opinioni di Tom Vasel direttamente da questo video di Dice Tower

Classifiche BGG: Onward to venus

Abbiamo già parlato di Black Fleet, di Rogue Agent, di Android: netrunner, di Myth, di Among the stars.

La prima new entry nella top ten di boardgamegeek è Onward to venus.

Il sottotitolo recita: un gioco da tavola strategico di conquista interplanetaria per ragazzi, ragazze e umani completamente cresciuti. Già questo me lo rende simpatico.
Inoltre si fa sentire anche il peso di un autore affermato quale è Martin Wallace e della sua casa editrice Treefrog games.

L'ambientazione riprende un universo inventato da Greg Broadmore, ma mi aspetto un gioco alla tedesca, quindi l'ambientazione non peserà poi tanto. Vediamo cosa si riesce a scoprire del gioco.
Il gioco ci vedrà impegnati nella costruzione di un impero all'interno del sistema solare, dovremo volare tra pianeti e lune raccogliendo tassellini, questi ci forniranno soldi o carte, ci faranno costruire miniere, fabbriche o ci faranno cacciare le strane bestie di questo universo, ci faranno attaccare gli altri giocatori.
Una serie di tessere particolari aumenteranno il livello di crisi del pianeta e questo potrebbe essere un male visto che, aggiungendone troppi capiteranno alcune sfighe spaziali: invasioni marziane, robot ribelli, pirati spaziali.
Credo che per adesso non si sappia più nulla, se non altro il gioco è previsto per la fine di maggio, quindi per adesso gustiamoci un video per assaporarne l'ambientazione.



 I giochi di Wallace si possono ottenere sottoscrivendo le prenotazioni annuali che prevedono l'acquisto a scatola chiusa (o quasi) di 3 giochi.

17 aprile 2014

giocAGrigento: giochi da tavolo ad Agrigento

giocAGrigento è la pagina facebook dei giocatori di Agrigento. La trovate a questo link https://www.facebook.com/giocAGrigento
La gestisco io, non so esattamente come organizzarmi e cosa farne ... ma intanto c'è.
Vorrei sicuramente trovare persone della zona di Agrigento per giocare e per scambiare opinioni ... il resto si vedrà. Sono di nuovo alla ricerca di giocatori che nemmeno sanno di esserlo!


Il logo è una citazione, concedetemelo, del logo realizzato da Marco Agosta per Giochi dietro le quinte e ancora lo ringrazio per il lavoro fatto. Questo l'ho realizzato con tutti i miei limiti evidenti, spero sia abbastanza bello da invogliarvi ad iscrivervi.

Rigiocali 4: Semenza / Bohnanza

Semenza, il titolo originale è Bohnanza.
Un gioco di carte davvero carino, forse ha contribuito a creare le basi per sdoganare l'avvincente ed emozionante - mha! - tema agricolo scoppiato con Agricola (dello stesso autore Uwe Rosemberg).
Tra i due sinceramente preferisco semenza: più fresco, più leggero, molto interattivo.
In famiglia sono destinato a perdere perché le due braccianti appassionate di fagioli (vedi foto) mi escludono dagli scambi appena possono, ma il bello è proprio riuscire a strappare lo stesso qualche scambio, poco importa perdere la partita.
Il gioco ha una gestione della mano particolare in quanto le carte non possono mai essere scambiate di posizione.
Questo, insieme alla semina obbligatoria ad inizio turno, costringe il giocatore a pianificare i semi su cui investire e ad organizzare scambi ... anche per liberarsi di alcune carte che si ritrovano in mezzo ai piedi.
Si gioca fino a 5 giocatori, forse le partite durano un pelino di più del necessario.
Noi abbiamo la versione in tedesco con nomi improponibili per i semi, quindi li abbiamo ribattezzati tutti con nomi simpatici tipo Puzzone e Spaccatutto oltre ai classici pugile e pistolero, poi chiudiamo sempre le partite contando le carte punteggio ad una ad una, ci piace!


Alkila ne ha parlato in uno dei suoi video

Classifiche BGG: Rogue Agent

I titoli nella classifica BGG arrivano al top (o quasi) da un giorno all'altro. Black Fleet conserva il suo primo posto, ma Rogue Agent arriva subito secondo (ieri era all'ottavo).

La storia inscatolata in questo gioco è quella di una serie di agenti appartenenti ad una fratellanza segreta, tutti impegnati a difendere Rain City dalla criminalità dilagante. I giocatori dovranno confrontarsi con i crimini generati dal gioco stesso e vincerà il giocatore che avrà più controllo sulla città.
Si dovranno arrestare criminali, disinnescare bombe e scoprire se tra i giocatori si è infiltrato un androide.
Lo scopo dell'androide è opposto a quello degli altri giocatori: lui deve distruggere, uccidere, insabbiare e vince la partita al verificarsi di una serie di condizioni diverse dagli altri giocatori.
Si potranno migliorare i veicoli a disposizione, cambiare le armi e acquisire più informazioni che gli serviranno per arrivare ai loro scopi (ad esempio scoprire l'androide).
Miniature per gli agenti, carte per definire ruoli, missioni e accessori, tessere per rappresentare Rain City, una serie di dadi per dare vita ai criminali ed una scheda giocatore che contiene i contatori delle risorse possedute.

Ci sono tante cose in questo gioco che mi sembra spinto verso il genere americano nonostante la presenza delle risorse da gestire. Mi incuriosisce il mondo criminale che si sviluppa pilotato dai dadi e dal giocatore di turno e proprio l'integrazione della gestione risorse.
Non è esattamente il mio genere e non è adatto al mio gruppo di gioco ... ma farei volentieri qualche partita.

Nessun video, non c'è su DungeonDice ... sarà dura procurarselo!

16 aprile 2014

Con gli amici: Drakon

Drakon è un gioco di piazzamento che impari in 10 minuti e che non lasceresti mai più.
Un voluttuoso e famelico drago ha catturato i (malvagi) eroi che volevano rubargli il tesoro, li ha imprigionati nel suo labirinto magico e ha deciso che lascerà libero solo uno di loro: quello che riuscirà per primo a racimolare un gruzzoletto di 10 monete d'oro. Mangerà tutti gli altri.

Componenti
Nella scatola troverete le tessere stanza, le monete e le miniature in plastica degli eroi e del drago. I materiali sono buoni: le miniature non sono dipinte (un vantaggio per chi si diletta nella colorazione e uno svantaggio per tutti gli altri), ma sono ben dettagliate. Le tessere stanza sono robuste, grandi, gradevoli e funzionali, anche se sono un po' scure.
Forse sarebbe stato gradito da molti un sacchetto per poter mescolare le tessere più agevolmente.

Regolamento
Dopo avere piazzato la stanza dell'ingresso al labirinto ed avervi piazzato tutti gli eroi in gioco
Nel vostro turno potete piazzare una tessera giocandola dalla mano oppure potete fare muovere il vostro eroe. Le stanze devono essere piazzate adiacenti alle altre carte in gioco ed in modo che non abbiano frecce (che rappresentano le uscite) contrarie alle frecce delle stanze adiacenti. L'ingresso in certe stanze o anche solo il metterle in gioco, produce un effetto magico che potrete decidere come o dove applicare (muovere un altro eroe, eliminare una stanza in gioco, teletrasportarvi, rubare monete, perdere monete, etc etc). Il gioco è tutto li.
In particolare tra le tessere stanza c'è la tessera di Drakon: se non ci sono altre tessere Drakon in gioco questa fa entrare nel labirinto anche il drago. Quando invece un eroe entrerà in una stanza Drakon potrà muovere la miniatura del drago di 3 passi.
Se gli eroi si trovano nella stessa stanza del drago questo li priverà di una delle loro monete e li riporterà nella stanza iniziale.
In definitiva il regolamento è breve e chiaro

Cosa ne penso io?
Dopo 5 minuti di gioco (a patto di ricordare l'associazione simbolo-effetto) si giocherà senza problemi, infatti ci sono diversi simboli da imparare a memoria per poter giocare speditamente, ma la Fantasy Flight ci è venuta incontro con un fondamentale sunto dei simboli sulle stanze e gli effetti che si ottengono. Durante il gioco cercherete di prevedere le intenzioni degli avversari e cercherete di individuare le tessere chiave delle loro strategie per potere approntare le opportune contromosse: significa che il gioco ha la sua profondità e offre diverse scelte importanti ai giocatori.
Purtroppo se si gioca in più di 2 le possibilità diventano troppe e la partita sembra più affidata al caso che alle nostre strategie, inoltre in 6 il tempo tra un turno e l'altro diventa lungo e si rischia di distrarsi. Se siete più di 2 io consiglio di giocarlo a squadre, almeno potrete contare sulla sponda del vostro compagno.
L'ambientazione è carina e "regge" anche durante tutto il gioco, il drago sarà spesso al centro dei pensieri, sia per evitarlo, ma anche per sfruttarlo a proprio vantaggio.
Alcune varianti ravvivano un po' il gioco pur non modificandone la sostanza: la variante che preferisco è "fuga", in questa gli eroi devono raccogliere 8 monete e trovare una via per uscire dal labirinto. Secondo me è la migliore perché modifica marcatamente il modo di giocare.
Semplice da imparare e bello da giocare. Consigliatissimo, ci giocavo in pausa pranzo con due miei colleghi che sono diventati miei amici, purtroppo non li vedo più spesso e purtroppo non abbiamo il tempo di giocare a Drakon in quelle poche occasioni.

E' uno dei giochi che dovrei avere!

Dungeondice non lo ha disponibile. Ci vuole pazienza

Classifiche BGG: Among the stars

Black Fleet è primo anche oggi, evidentemente mantiene alto l'interesse!

Al secondo posto è appena salito Among the stars: un altro successo di kickstarter che arriva a finanziare il 355% di quanto necessario per finanziare il progetto e ancora mancano 19 giorni per chiudere la campagna.

Il gioco era stato pubblicato nel 2012, quindi la sua fama se l'è meritata sui tavoli dei giocatori, questa è una ristampa arricchita di materiali e espansioni dovute agli strech goal.

Il gioco è ambientato in un futuro devastato da una guerra tra razze aliene, tale guerra è stata appena dichiarata conclusa per consentire alle razze di organizzarsi per difendersi da una nuova minaccia che potrebbe distruggere tutto e tutti.
I giocatori sono in competizione tra di loro per costruire la migliore base spaziale che rappresenta la capacità della razza aliena di effettuare scambi commerciali, accordi diplomatici e, potenzialmente, affrontare la nuova minaccia.

Alla fine della partita la base spaziale che avrete costruito sarà rappresentata da una serie di carte piazzate sul tavolo, tutte affiancate tra di loro e da questo piazzamento dipenderà il punteggio finale.

Devo dire che non mi ispira, forse il tema spaziale/cupo non mi prende, forse le scritte sulle carte mi scoraggiano (gioco da avvocati?) ... ma non mi attira.

14 aprile 2014

Nuovo arrivato: Origin

Origin: dalla culla dell'umanità, il cuore dell'Africa, si è sviluppata l'umanità evolvendosi pian piano dagli ominidi fino ad arrivare agli umani che conosciamo.
In Origin, ad ogni turno scegli se evolvere formando nuovi villaggi, se migrare i villaggi già presenti o se combattere con un villaggio vicino. Ogni azione viene premiata con una carta di colore diverso e/o un tassellino tecnologia.
Con l'evoluzione si considera un villaggio di riferimento e si deve aggiungere un nuovo villaggio in un territorio adiacente. Il nuovo villaggio deve avere due caratteristiche identiche al villaggio di riferimento e una caratteristica diversa, più evoluta: il nuovo villaggio dovrà essere più forte oppure più veloce negli spostamenti oppure di un colore diverso.
Mentre giocherete vedrete svilupparsi l'umanità tra watussi e pigmei, tra bianchi, meticci e neri: il quadro a fine partita è piacevole da vedere per via dei gradevolissimi pedoni che rappresentano i villaggi.

Due regolamenti all'interno della scatola per la modalità normale oppure junior.
La junior è più astratta, ma anche meno fortunosa e più strategica ... è quella che preferisco.
La modalità normale invece è caratterizzata dalla pesca delle carte e dagli effetti che determinano, questi cambiano il modo di giocare e possono influire davvero molto sull'esito della partita (infastiditi dalle sculate? giocate la Junior).
Scegliete la versione che preferite, ma il gioco vale!

Nella scatola di un autore italiano purtroppo non è incluso materiale in italiano, ma la versione Junior è totalmente indipendente dalla lingua (ho già detto che preferisco la Junior?).
Invece troverete 4 mazzi in 4 lingue diverse che non utilizzerete mai ... costa davvero meno di fare edizioni separate? bho

Lettera aperta sull’Azzardopatia

Il gioco è una cosa seria, un bene comune imprescindibile e per questo va difeso con tutte le nostre forze. Per questo sono stato felice di essere tra i primi firmatari della lettera aperta per sottolineare che il gioco fa bene e invece il gioco d’azzardo fa male.
Chiamare le cose con il loro nome è solo un piccolo passo, ma sentire che "Il gioco è vietato ai minori" è davvero deprimente. Leggetela!
Troverete questa lettera uguale in tanti siti diversi (1, 2, 3, 4) potreste ripubblicarla anche voi, se siete d'accordo.
Lettera aperta di ludologi, giocologi, educatori, animatori ludici, autori ed editori di giochi sani.
Da tempo, nel nostro paese, si confondono concetti che hanno bisogno di parole nuove: succede in tutti i campi, ma noi ci occupiamo di giochi e da qui vogliamo partire. Perché le parole sono importanti e, quando cambiamo le parole, cambiamo la nostra percezione del mondo.
In Italia, gioco e gioco d´azzardo, pur essendo due cose molto diverse, spesso risultano indistinti. Nel mondo anglosassone il concetto di “giocatore” si articola in ”gambler” (quello che gioca d´azzardo) e “player” (quello che gioca i giochi o, anche, suona gli strumenti musicali). Gli appassionati di giochi in scatola si chiamano “gamer”.
Nel nostro paese, la dizione formale “gioco di azzardo patologico” si è trasformata nel più sintetico “ludopatia”, coerentemente con uno slittamento dal termine “gioco d´azzardo” al semplice “gioco”, favorito da chi, col gioco d´azzardo, lavora. Pensiamo sia importante, anche nel linguaggio che usiamo tutti i giorni, mantenere la distinzione e proponiamo di adottare il termine “azzardopatia”. Riteniamo che l´uso del vocabolo “ludopatia” possa essere addirittura dannoso, camuffando il ”gioco di azzardo patologico” dietro un termine emotivamente accettabile.
Riteniamo che l´uso della parola “azzardopatia”, parimenti sintetico e pratico, sia più corretto e la sua diffusione ancora possibile.
Come? Usando questa parola sui giornali, quando si parla di questa emergenza sociale; usandola nelle leggi e nelle delibere, accanto al termine tecnico “gioco di azzardo patologico”; adoperandola nelle campagne sociali; sostituendo, in sintesi, la parola “ludopatia”.
Perché? Perché la parola “ludus” ha un significato più ampio e nobile che si connota entro un´accezione più ricca e piena del concetto di gioco.
Recentemente Spartaco Albertarelli, noto autore di giochi, ha definito il gioco, non quello d´azzardo, come segue:
“Il gioco è lo strumento che consente agli essere umani di interagire direttamente con il proprio immaginario, attraverso un sistema di regole che chiedono di essere rispettate”
Niente di tutto questo sta nelle pratiche patologiche di chi non riesce a smettere di giocare alle videolottery, alle slot machine, al gioco d´azzardo on line.
Nel 2009 è nato il progetto “Fate il nostro gioco”, una campagna d´informazione matematica sul gioco d´azzardo (www.fateilnostrogioco.it). Nel 2012 ALI per Giocare (www.alipergiocare.org) ha lanciato una campagna, “Mi azzardo a dirlo”, con lo scopo di sollecitare l´aggiunta della specificazione “d´azzardo” alla parola gioco, laddove si parli di ”giochi pubblici con vincite in denaro”. Nell´ottobre del 2012 l´ASL 3 di Genova ha pubblicato un documento dal titolo molto significativo: ”L´azzardo? non è un gioco!”. All´inizio del 2013 il Coordinamento Genitori Democratici (www.genitoridemocratici.it) ha lanciato una campagna contro il gioco d´azzardo e la sua pubblicità, in particolare quella televisiva nelle fasce orarie protette. Nello scorso mese di novembre l´Arciragazzi ha organizzato il convegno “Il gioco non vale la candela” (http://www.arciragazzi.org/online/?p=394). Siti web sono nati per segnalare gli esercizi commerciali senza slot (http://www.senzaslot.it/). Moltissime, fortunatamente, sono le iniziative di sensibilizzazione al tema che trascuriamo di citare.
Siamo convinti che un nuovo proibizionismo farebbe senz´altro danno e, con la presente, non intendiamo disconoscere il fatto che anche il mondo del gioco d´azzardo è variegato e ha punte di interesse culturale legittimo (si pensi, ad esempio, al poker sportivo) come ampie aree che lo sono molto meno (si pensi alle slot machine dietro l´angolo). Queste ultime sono la vera emergenza nazionale giacché, apprendiamo dai giornali, una buona fetta sono ancora in mano alla criminalità organizzata e sono anche forti e ben organizzate le lobby che operano a loro tutela. La stragrande maggioranza delle azzardopatie è legata alle slot machine.
A noi, tuttavia, molto più modestamente interessa distinguere a livello macroscopico, come fanno altre lingue, il gioco sano, che chiamiamo semplicemente gioco, dal gioco d´azzardo. Crediamo che l´uso del termine ”azzardopatia” contribuisca a questo scopo.
Mauro Adorna, Spartaco Albertarelli, Enzo Bartolini, Anna Benedetto, Luca S. G. Betti, Luca Borsa, Marco Carli Ballola, Gianfranco Buccoliero, Raffaele Cadamuro, Daniela Capitanucci, Tino Cappelleri, Andrea Castellani, Stefano Castelli, Mario Catarisano, Luca Cerrato, Dario Cherubino, Pietro Cremona, Massimiliano Cuccia, Alessandro de Lachenal, Tullio De Scordilli, Dario De Toffoli, Antonio Di Pietro, Marco Donadoni, Paolo Fasce, Anna Fava, Gianfranco Fioretta, Marco Fornasir, Giovanni Galanti, Renato Genovese, Nicla Iacovino, Andrea Ligabue, Antonello Lotronto, Giovanni Lumini, Piermaria Maraziti, Stefano Mondini, Paolo Mori, Paolo Munini, Andrea Nini, Tomas Paladin, Fabrizio Paoli, Ennio Peres, Angelo Porazzi, Claudio Procopio, Lorenzo Sartori, Anna Scovenna, Giacomo Sottocasa, Paola Rizzi, Marina Santinelli, Franco Sarcinelli, Beniamino Sidoti, Alberto Tavazzi, Lorenzo Trenti, Mirella Vicini, Emanuele Vietina, Andrea Vigiak, Luca Volpino, Giorgio Weiss, Elvira Zaccagnino, Dario Zaccariotto.

Classifiche BGG: Black Fleet

Black fleet è appena arrivato ed è già al primo posto!

Irresistibile tema piratesco, i giocatori piloteranno ognuno 3 navi diverse: una nave pirata, una nave della marina e una nave commerciale.
Ogni nave ha un compito preciso ed ... ovvio. La marina vuole affondare i pirati, i pirati vogliono derubare i mercanti ed i mercanti vogliono vendere merci.
Le tre navi insieme collaborano per aumentare il gruzzolo del giocatore che le controlla, lo scopo è nobile in quanto i soldi serviranno (alla fine) per pagare il riscatto per il rapimento della figlia del governatore.
Direi che il tema piratesco è stato ben sviluppato: c'è tutto, ma come si gioca?
Ogni giocatore riceve un mazzetto di carte obiettivo e deve muovere le sue navi (alcune carte evento, tipo vento a favore, influenzano il movimento delle navi) per soddisfarne i requisiti, gli obiettivi completati ripagano con dobloni e miglioramenti per le proprie navi.
L'obiettivo del riscatto della figlia del governatore è uguale in tutti i mazzetti per tutti i giocatori e deve essere giocato per ultimo.
Ruolo chiave per le carte miglioramento che consentono di migliorare la resa delle proprie navi o la velocità o la letalità sfruttando delle combinazioni di effetti.

Dall'immagine qui di lato si notano delle belle navette su un largo tabellone ... ma quello è solo un prototipo.

BGG suggerisce un'età minima di 14 anni ... ma il gioco sembra piuttosto semplice. Vedremo quando se ne saprà di più!