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13 febbraio 2008

Talent Scout: "GentidiGirgenti" di Giuseppe Sardo

Qualche giorno fa ho letto un racconto, a dire la verità ne ho letto solo le prime 13 pagine. Mi sono trovato completamente immerso in una storia "senz'acqua"!
Si tratta di Genti di Girgenti, pubblicato su un blog ed in attesa di editore. Ho avuto la fortuna di potere intervistare (via mail) l'autore: Giuseppe Sardo.
Quindi ora indosso la coppola del talent scout e passo alle domande.

T.S.: Ho letto con molto piacere le prime 13 pagine di "Genti di Girgenti"

G.S.: Grazie per aver letto il mio racconto.

T.S.: Ho notato la divisione in pagine, si tratta di un lavoro originale o si tratta di una scansione di un libro esistente (di cui non trovo traccia però)? (la domanda è obbligatoria in un mondo di plagi n.d.r.)

G.S.: Si tratta di un lavoro originale. La divisione in pagine, altro non è che la divisioni in capitoli che nel blog sono volutamente brevi ma che in previsione di una pubblicazione cartacea, avranno maggiore sviluppo senza snaturare gli eventi che narrano un racconto di pura fantasia

T.S.: Sono felice di sentirmelo dire. Perché pubblicarlo in un blog? Non hai trovato spazio nell'editoria tradizionale?

G.S.: Ho provato a contattare vari editori ma non ho ricevuto risposta. Queste non risposte, motivano la scelta di mettere tutto sul blog, con l'intento di trovare qualcuno che curiosando e leggendo ci creda.

T.S.: a proposito potresti leggere Non è bene inviar manoscritti di Umbero Eco.
Le vicende narrate sono pura fantasia? E' storicamente attendibile? E' stata fatta una ricostruzione?


G.S.: E' ispirato da alcuni riferimenti temporali realmente accaduti.
es. Carmelo Masalà emigrato in Germania altro non è che mio nonno che al ritorno prese in gestione un edicola e non l'albergo del sole come nel racconto

T.S.: Nelle prime pagine vengono raccontate le vicende di 3 generazioni (se non sbaglio) della famiglia Masalà, d'accordo che acqua non ce n'è, ma questa fonte si esaurirà in un racconto breve o ...?

G.S.: La scarsa quantità d'acqua è citata puramente come metafora umoristica. Pertanto, non influirà sulla durata del racconto.

T.S.: Il resto della storia sarà pubblicato sullo stesso blog oppure, ad un certo punto, per conoscere il finale, dovremo andare "a cercarcelo"?

G.S.: Sarò io a fartelo "trovare". Presumibilmente, si pubblicherò sul blog.

T.S.: Si tratta del primo lavoro? Ha già pubblicato altro? dove/come? O semplicemente altri lavori sono in attesa di un editore?

G.S.: GentidiGirgenti è il mio primo lavoro letterario. Ho varie bozze del proseguimento e del finale. Intanto è congelato

T.S.: Ma il fatto che è "congelato" significa che non pubblicherai altri capitoli sul blog?

G.S.: deciderò in un futuro non vicino (entro quest'anno) perché attualmente il mio tempo e attenzioni sono rivolte verso un progetto imprenditoriale che ho svilupato e del quale sono arrivato all'ultimo step: ovvero la concretizzazione commerciale. Se vuoi dare un occhiata http://pubbliself.myblog.it

T.S.: hai pensato a pubblicarlo in maniera indipendente sul web? lulu.com in testa, ma magari basandoti su forme alternative di business? a me vengono in mente donazioni e pubblicità. Sono certo che esperti di marketing potrebbero avere idee diverse e innovative e ben più efficaci.

G.S.: Le emozioni che ho provato nel raccontare.., mi hanno "distratto" dall'aspetto business.
Ho sempre sperato in un talent scout. La tua domanda mi da lo spunto per chiederti qualche suggerimento approfondito al riguardo. Un eventuale successo di business, lo condividerei con te. Prima persona a crederci!

T.S.: Non mancheranno altri apprezzamenti, vedrai. Cosa ci riserva il resto della storia? Inutile dire che io ne vorrei leggere ancora. Approfondirai le tematiche "gialle" e investigative nelle pagine che verranno?

G.S.: L'impronta "multicolore" ne fa un racconto completo. Non escludo di approfondire le tematiche gialle.

T.S.: Non pensi che la pubblicazione sul blog potrebbe rappresentare un problema per la futura (sperata) pubblicazione cartacea?

G.S.: Si. Il blog può rappresentare un opportunità così come un limite. Vedremo. Penso, oltre che un libro, ne verrebbe fuori anche un film-fiction che racconterebbe lo spaccato degli ultimi 50anni di storia di una classica media famiglia e media società Siciliana.

T.S.: c'è una domanda che vuoi farti? fattela e dacci la risposta :-)

G.S.: Sono l'erede di Camilleri? no non farò lo scrittore, non è quello a cui aspiro. Però in merito a GentidiGirgenti sono convinto che la multicolorità dei vari percorsi di vita narrati, lo stile personale (con metafore e nuovi neologismi), sono caratteristiche degne del migliore Camilleri.

T.S.: grazie per essere stato così gentile, spero vorrai farci sapere quando pubblicherai il tuo libro. Intanto ti saluto aspettando altre pagine sul tuo blog.

G.S.: Non mancherò. Nel contempo ti chiedo suggerimenti per il suddetto aspetto business.

T.S.: Non sono un esperto di business su web, ma conosco qualcuno che potrebbe darti qualche dritta, magari passerà a leggere questa pagina.
A questo punto mi resta solo di fare gli auguri a Giuseppe, sia per il suo romanzo che per gli altri suoi progetti.

Ora tocca a voi: avete altre domande da porgere? Vi è piaciuto quanto ha già pubblicato? Siete un editore e volete rispondere all'appello di Giuseppe? Siete esperti di marketing e volete offrire qualche suggerimento? Siete scrittori e volete segnalarmi il vostro nuovo lavoro?

04 febbraio 2008

Indagine e Gioco: L'occhio clinico

Oggi ho il piacere di ospitare il Guest Post di Martina, sul tema "Indagine e Gioco", leggi il regolamento.

Secondo il commissario Montalbano, il famoso personaggio nato dalla penna di Andrea Camilleri, la caratteristica più importante di un investigatore è l'occhio clinico.

L' "occhio clinico" è un particolare modo di osservare la realtà.
Avere occhio clinico significa saper individuare e valutare in maniera precisa ed intelligente i dettagli e le differenze più minute. L’occhio clinico è il fattore veramente essenziale in tutte le diagnosi e le deduzioni di successo. Avere occhio clinico significa inoltre avere occhi per saper vedere e orecchie per saper ascoltare. Significa avere memoria per ricordare e per richiamare alla mente al momento opportuno un'immagine capace di formulare una teoria o di rimettere insieme gli anelli di una catena spezzata o di districare un filo impigliato.


Esempio di occhio clinico

Da Arthur Conan Doyle, “Avventure e ricordi”, descrizione del dr. Joseph Bell, chirurgo dell'infermeria di Edinburgo, dal quale l' autore ha preso spunto per il personaggio di Sherlock Holmes:

- dunque, brav'uomo, voi avete servito nell'esercito?
- sissignore
- e non è da molto che siete congedato?
- nossignore
- eravate in un reggimento di "Hightlanders"?
- sissignore
- sottufficiale?
- sissignore
- di stanza a Barbados?
- sissignore
- vedete signori - ci spiegò - costui è un uomo rispettoso, ma non si è tolto il berretto. Ciò non si fa sotto le armi, ma lo avrebbe imparato se fosse stato congedato già da tempo. Ha poi un'aria autoritaria, ed è indubbiamente scozzese. In quanto a Barbados, la infermità è l'elefantiasi, tipica delle Indie Occidentali, e non dell'Inghilterra.

Introdotta una donna con un bambino il dr. Bell chiese:

- come è andato il viaggio da Burnisland?
- è stato buono
- e avete fat to una passeggiata per Inverleith Row?
- si
- e che avete fatto del fratellino?
- l'ho lasciato da mia sorella
- e lavorate ancora nella fabbrica di linoleum?
- si
Vedete signori, quando mi ha salutato ho notato il suo accento del Fife e la città più vicina del Fife è Burnisland. Notate l'argilla rossa i bordi delle suole e l'unica argilla di quel tipo qui intorno è nell'orto botanico di Inverleith Row. Avete notato che il cappotto che reggeva era troppo grande per il bambino che era con lei e perciò è uscita con due bambini. E per finire,ha una dermatite sulle dita della mano destra, che è caratteristica peculiare dei lavoratori della fabbrica di linoleum di Burnisland.


Il metodo che viene seguito dal medico scozzese dottor Bell, ispiratore del personaggio di Sherlock Holmes, è il seguente:
- iniziale osservazione
- inferenza abduttiva
- de duzione finale.

In questo modo, usando la logica, e non tirando ad indovinare, il perito o l’investigatore deve partire dalla fine per arrivare al principio. E’ un modello di ragionamento che viene definito regressivo o analitico.

L'occhio clinico messo in atto dall’esempio sopra riportato non è un occhio magico o un occhio divinatorio, ma è un occhio logico, razionale in grado di effettuare diagnosi rapide sulla base di pochi segni. Tutto ciò è il frutto di un inconsapevole lavoro mentale effettuato in brevissimo tempo.

L’abilità dell’occhio clinico consiste nel poter dare a ciascun segno il proprio "peso" esatto, sia che il segno sia rilevante che insignificante. Le qualità per poter sfruttare le intuizioni dell’occhio clinico si basano, comunque, su dei presupposti quali ad esempio: la cultura, l’esperienza, la flessibilità ragionativa, la fa ntasia.

La flessibilità ragionativa potrebbe essere definita come la capacità di riconoscere rapidamente le contraddizioni logiche delle osservazioni fatte, oppure le possibilità di avvaloramento deduttivo. La fantasia, nella fattispecie, potrebbe essere definita come la capacità di saper richiamare alla mente rapidamente anche aspetti insoliti o poco frequenti che sono stimolati da sfumature o particolari impercettibili.

C’è da dire comunque che l’’occhio clinico' da solo comunque non basta, il presupposto fondamentale è avere una mente piena di ipotesi alternative fra cui scegliere quelle più aderenti alla logica emergente ed in grado di spiegare i fatti o gli eventi. Ipotesi che permettono di cogliere opportunamente anche i fatti che sarebbero rimasti insignificanti o ignorati. Queste ipotesi devono essere formulate da subito, non appena si iniziano a raccogliere i primi dati e le prime osservazioni, per fare in modo che tutto ciò che successivamente si aggiunge sia a conferma o a disconferma.

Martina