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02 aprile 2008

Tecnologia nelle indagini: Taormina a DigiTalk

Marco Camisani Calcolari ci ripropone una intervista all'avvocato Taormina.
Vale la pena riascoltarla per sapere le opinioni di Taormina sulle metodologie di indagine utilizzate nei casi Ustica, Marta Russo e altri.



Sono rimasto colpito dall'affermazione perentoria: "la balistica non è una scienza". Pronunciata nei primi minuti dell'intervista, quella frase mi ha lasciato interdetto. Sono andato a verificare ... la Balistica è una scienza, con buona pace del mio professore di Fisica: me lo ha confermato Wikipedia. Quest'ultima afferma pure che la balistica forense è una disciplina che è parte della balistica.
Quindi ho proprio l'impressione che l'avvocato si sia sbagliato, poco importa.

Chiarito questo equivoco l'avv. Taormina dice anche cose più importanti e degne di essere esaminate.
In particolare vorrei soffermarmi sulle considerazioni formate sul campo dell'esperienza diretta dell'avvocato, che lo stesso ha espresso sui periti e sulle perizie. Per quello che riguarda Ustica le stesse perizie sono state interpretate in una maniera o nell'altra dalle diverse correnti politiche, per sostenere una tesi o l'altra.
Ma le perizie non dovrebbero essere oggettive?
Inoltre parla anche di metodologie errate, di compromissione di prove, di periti non adeguati e di altri problemi di cui soffrono i nostri processi.

Insomma a sentire parlare l'avvocato sembra che non si possa parlare di "scienza" nelle investigazioni ... il RIS dovrebbe abbassare la saracinesca. Io spero proprio che non sia così.

L'avvocato ha parlato anche di "balipedio", voi sapete di cosa si tratta?