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02 agosto 2007

Quale licenza?

Dopo essermi dilungato in articoli riguardanti le licenze che, credo, potessero interessare l'ambito entro il quale si configura il nostro progetto, vorrei esprimermi riguardo le scelte che secondo me andrebbero fatte per "tutelare" m4m.
Per quanto riguarda i contenuti (immagini, video, suoni, musiche, testi) le Creative Commons sicuramente fanno al caso nostro, in quanto permettono di definire delle licenze per ogni tipo di contenuto: quindi, per quanto riguarda i contenuti, credo che la parola spetti ai diretti interessati.
Per quanto riguarda il codice sorgente, benché le Creative Commons si possano applicare anche a questo, la stessa Creative Commons suggerisce l'utilizzo di licenze più specifiche per il codice sorgente.
In merito, cito una frase scritta da qualcuno (del quale non ricordo il nome) della Creative Commons italia:

...la Creative Commons consiglia la GPL per il software, mentre la Free Software Foundation consiglia le Creative Commons per le opere dell' "ingegno" letterario, musicale, etc...
Personalmente assocerei la creazione di un software tra le opere dell' "ingegno" citate precedentemente, ma ad ogni modo concordo nel pensare che una licenza di tipo GPL/LGPL faccia più al caso nostro.
Anche in merito a questo, aspetto dei commenti da parte di chi è interessato alla scrittura del codice.

a presto.

31 luglio 2007

Licenze: Creative Commons

Come ultimo argomento, ma non per questo meno importante degli altri, mi accingo a parlare delle licenze Creative Commons che, a mio parere, si avvicinano molto alle nostre aspettative.


Le Creative Commons Public Licenses (CCPL) sono delle licenze di diritto d'autore che si basano sul principio de "alcuni diritti riservati".

Le CCPL, infatti, rendono semplice, per il titolare dei diritti d'autore, segnalare in maniera chiara che la riproduzione, diffusione e circolazione della propria opera è esplicitamente permessa.

Il funzionamento delle CCPL è reso possibile dal fatto che la legge italiana sul diritto d'autore - così come, in generale, le corrispondenti normative nazionali e internazionali - riconosce al creatore di un'opera dell'ingegno una serie di diritti; allo stesso tempo, la legge permette al titolare di tali diritti di disporne.

Uno dei modi in cui ciò si può fare è con il meccanismo contrattuale della licenza, tramite cui il titolare dei diritti (il cosiddetto "licenziante") concede o meno alcuni diritti alla controparte (il cosiddetto "licenziatario") ovvero qualsiasi fruitore dell'opera. E` importante sottolineare come le CCPL, e in generale tutte le licenze di diritto d'autore, non siano la fonte dei diritti in oggetto: è grazie alla legge che tali diritti sorgono. Le CCPL, quindi, sono solo uno strumento tramite cui il titolare dei diritti concede determinati permessi ai licenziatari.

Tali permessi sono flessibili e possono essere vincolati ad alcune condizioni: il titolare dei diritti d'autore può, per esempio, subordinare la riproduzione dell'opera - e in generale gli atti permessi dalla particolare licenza Creative Commons scelta - al vincolo che l'opera medesima non sia modificata (opzione "No opere derivate") o che non vi sia una finalità prevalentemente commerciale (opzione "Non commerciale"); oppure, in linea con i principi del "copyleft" tipici del Software Libero, che qualora si modifichi un'opera e la si ridistribuisca, la cosiddetta "opera derivata" debba essere ridistribuita sotto le medesime condizioni alle quali si è ricevuta l'opera originaria (opzione "Condividi allo stesso modo").


Questo tipo di licenza, grazie alle "opzioni" esercitabili sulla fruizione dei contenuti delle opere, permette di stabilire quindi, per ogni componente progettuale, una licenza specifica.
Per quanto riguarda i multimedia (immagini, foto, suoni, video), esiste la possibilità di specificare il tipo di licenza:

Licenza Standard

Permette di scegliere se dare la possibilità che la tua opera venga utizzata per scopi commerciali o possa essere modificata.
In base alle varie opzioni che si scelgono per questa licenza, c'è la possibilità di ottenere un logo esplicito in merito, come per esempio la dicitura "some rights reserved" quì di seguito:


Creative Commons License

Sampling


E' possibile prendere e trasformare parti del tuo lavoro per qualunque scopo che non sia la pubblicità, che è proibito. Inoltre, copiare e distribuire l'intero lavoro è proibito.
Da questa è possibile derivare la possibilità di utilizzare la parte del tuo lavoro per scopi commerciali o meno.
Per esempio, scegliendo la possibilità di non utilizzare la parte del tuo media per scopi commerciali, si otterrà un logo di questo genere:

Creative Commons License

Share Music (specificatamente per la musica)

Questa licenza è rivolta al musicista che vuole diffondere legalmente la sua musica tramite il web e le reti di filesharing, consentendo ai fan di scaricarla e condividerla, pur proteggendola da utilizzi per scopi commerciali o remixing di ogni genere.
Allo stesso modo dei casi precedenti, otterremo:

Creative Commons License

This music free to share under a Creative
Commons Music Sharing License.

Con quest'ultima parte si conclude il nostro percorso sulle licenze, sperando di avere fatto un pò di luce su chi avesse già dei dubbi, e di non averne creati su chi non ne avesse avuti.


30 luglio 2007

Licenze BSD

Giusto per fare una panoramica quanto più ampia possibile, tratteremo delle licenze strettamente legate all'aspetto software di un prodotto, per cui sicuramente non fanno al caso nostro, ma sono convinto che un pò di cultura atta a completare un quadro generale, tanto male non faccia.

Le licenze BSD sono una famiglia di licenze permissive per software. Molte sono considerate libere ed open source. Il loro nome deriva dal fatto che la licenza BSD originale (detta anche licenza BSD con 4 clausole) fu usata originariamente per distribuire il sistema operativo Unix Berkeley Software Distribution (BSD), una revisione libera di UNIX sviluppata presso l'Università di Berkeley.

Il testo della licenza è considerato di pubblico dominio e può quindi essere modificato senza restrizioni. Questa è la licenza BSD senza la clausola pubblicitaria, detta anche licenza BSD con 3 clausole o licenza BSD modificata. Questa licenza è stata approvata dall'OSI.

Di seguito il disclaimer da inserire all'interno dei sorgenti di un progetto da distribuire attraverso questa licenza:

* Copyright (c) ,
* All rights reserved.** Redistribution and use in source and binary forms, with or without* modification, are permitted provided that the following conditions are met:* * Redistributions of source code must retain the above copyright* notice, this list of conditions and the following disclaimer.* * Redistributions in binary form must reproduce the above copyright* notice, this list of conditions and the following disclaimer in the* documentation and/or other materials provided with the distribution.* * Neither the name of the nor the* names of its contributors may be used to endorse or promote products* derived from this software without specific prior written permission.** THIS SOFTWARE IS PROVIDED BY ``AS IS'' AND ANY* EXPRESS OR IMPLIED WARRANTIES, INCLUDING, BUT NOT LIMITED TO, THE IMPLIED* WARRANTIES OF MERCHANTABILITY AND FITNESS FOR A PARTICULAR PURPOSE ARE* DISCLAIMED. IN NO EVENT SHALL BE LIABLE FOR ANY* DIRECT, INDIRECT, INCIDENTAL, SPECIAL, EXEMPLARY, OR CONSEQUENTIAL DAMAGES* (INCLUDING, BUT NOT LIMITED TO, PROCUREMENT OF SUBSTITUTE GOODS OR SERVICES;* LOSS OF USE, DATA, OR PROFITS; OR BUSINESS INTERRUPTION) HOWEVER CAUSED AND* ON ANY THEORY OF LIABILITY, WHETHER IN CONTRACT, STRICT LIABILITY, OR TORT* (INCLUDING NEGLIGENCE OR OTHERWISE) ARISING IN ANY WAY OUT OF THE USE OF THIS* SOFTWARE, EVEN IF ADVISED OF THE POSSIBILITY OF SUCH DAMAGE.

Garanzie

La licenze BSD garantiscono le quattro libertà del software e sono quindi qualificate come licenze per il software libero. Tuttavia risultando più aperte e libere di altre, ad esempio della licenza GNU General Public License (GNU GPL), non hanno fra i propri obiettivi quello di proteggere la libertà del software cui sono applicate ma semplicemente di rendere per tutti il software completamente libero, accessibile e modificabile. Chi infatti modifichi un programma protetto da licenze BSD, può ridistribuirlo usando la stessa o altra qualunque licenza e senza avere l'obbligo di redistribuire le modifiche apportate al codice sorgente. Per questo molti esponenti del movimento GNU, a cominciare da Richard Stallman suo fondatore, consigliano di non utilizzarle per poter meglio tutelare i proprietari con una licenza aperta ma più restrittiva come quella di Free Software Foundation.

Idea di fondo

La licenze BSD riflettono l'idea più ampia possibile del dono liberale: chiunque può fare ciò che meglio crede del programma rilasciato ed acquisito con l'unico dovere di citare l'autore (l'università di Berkeley); questo significa anche che chiunque può sviluppare in forma chiusa con una licenza proprietaria un programma BSD modificato, magari anche impedendo ai propri acquirenti di modificarlo e ridistribuirlo a loro volta.

23 luglio 2007

Licenze: GNU GPL o GPL

Parliamo ancora di licenze, stavolta entrando nel dettaglio di cosa offrano le licenze che andremo a guardare da quì ai prossimi giorni.

Laddove il discorso si dovesse soffermare sull'aspetto software del progetto, le stesse cose valgono in generale per tutte quelle che sono proprietà intellettuali.


Generalmente, le licenze della maggior parte dei programmi hanno lo scopo di togliere all'utente la libertà di condividere e modificare il programma stesso.


La GNU GPL (GNU General Public License) è intesa, invece, a garantire la libertà di condividere e modificare il software libero, al fine di assicurare che i programmi siano liberi per tutti i loro utenti. Questa Licenza si applica alla maggioranza dei programmi della Free Software Foundation e ad ogni altro programma i cui autori hanno deciso di usare questa Licenza.

Alcuni altri programmi della Free Software Foundation sono invece coperti dalla LGPL (Lesser GPL), che vedremo una prossima volta. Chiunque può usare questa Licenza per i propri programmi.

Quando si parla di software libero (free software) ci si riferisce alla libertà e non al prezzo. Le Licenze (la GPL e la LGPL) sono progettate per assicurarsi che ciascuno abbia la libertà di distribuire copie del software libero (e farsi pagare per questo, se vuole), che ciascuno riceva il codice sorgente o che lo possa ottenere se lo desidera, che ciascuno possa modificare il programma o usarne delle parti in nuovi programmi liberi e che ciascuno sappia di potere fare queste cose.

Per proteggere i diritti dell'utente nasce la necessità di creare delle restrizioni che vietino a chiunque di negare questi diritti o di chiedere di rinunciarvi. Queste restrizioni si traducono in certe responsabilità per chi distribuisce copie del software e per chi lo modifica.

Per esempio, chi distribuisce copie di un programma coperto da GPL, sia gratis sia in cambio di un compenso, deve concedere ai destinatari tutti i diritti che ha ricevuto. Deve anche assicurarsi che i destinatari ricevano o possano ottenere il codice sorgente. E deve mostrar loro queste condizioni di licenza, in modo che essi conoscano i propri diritti.


I diritti dell'utente vengono così garantiti in 2 modi:

1. proteggendo il software con un copyright

2. offrendo una licenza che dia il permesso legale di copiare, distribuire e modificare il programma.


Inoltre, per proteggere ogni autore e noi stessi, vogliamo assicurarci che ognuno capisca che non ci sono garanzie per i programmi coperti da GPL. Se il programma viene modificato da qualcun altro e ridistribuito, vogliamo che gli acquirenti sappiano che ciò che hanno non è l'originale, in modo che ogni problema introdotto da altri non si rifletta sulla reputazione degli autori originari.

Infine, ogni programma libero è costantemente minacciato dai brevetti sui programmi. Vogliamo evitare il pericolo che chi ridistribuisce un programma libero ottenga la proprietà di brevetti, rendendo in pratica il programma cosa di sua proprietà. Per prevenire questa evenienza, abbiamo chiarito che ogni brevetto debba essere concesso in licenza d'uso a chiunque, o non avere alcuna restrizione di licenza d'uso.


Nelle prossime "puntate" vedremo alcune restrizioni della GPL e ci affacceremo nelle altre tipologie di licenze disponibili.

19 luglio 2007

Licenze: definizione esigenze

Mi è stato assegnato il compito di sondare il mondo delle licenze software, per cercarne qualcuna che potesse soddisfare le nostre esigenze.
Bene: prima di tutto bisognerebbe capire per benino quali sono queste esigenze.
Fondamentalmente credo che il software possa essere "cedibile" in tutto e per tutto, con l'obiettivo principale di impedirne ogni forma di lucro.
Credo che sarebbe anche necessario fare in modo di proteggere quanto fatto, dando comunque la possibilità di modificare il tutto.
Sicuramente avrò scordato qualcosa, o ne avrò cannata qualche altra, ma credo che la linea generale sia questa.
Nei prossimi giorni farò un elenco delle licenze che sto valutando, e nei successivi post le affronterò singolarmente, per capire cosa è bene e cosa è male per ognuna.
Spetterà a tutti scegliere quale è la migliore, e comunque suggerirne di altre che, per mancanza di tempo o per incapacità, non sono riuscito a reperire.
Un elenco di quello che valuterò è il seguente:
  • Creatite Commons Public Licenses (CCPL)
  • GNU General Public License (GNU GPL)
  • GNU Lesser General Public License (GNU LGPL)
  • BSD license (BSD)
Ci leggiamo prossimamente.

05 luglio 2007

OpenID: login

Credo che ci siamo.
con openID, intendo.

Sono riuscito a scrivere un sistema di identificazione utente che supportasse openID...questo vuol dire che adesso m4m ha la possibilità di "autenticare" gli utenti.
Non che ci volesse molto, è vero, ma è pure vero che il tempo è quello che è: tiranno!
Il sistema è molto semplice e dovrà subire sicuramente degli ampliamenti: infatti riconosce l'utente, ma non ne importa le informazioni sul sistema.
Con Max abbiamo discusso se è il caso di approfondire o meno la cosa ma a tempo debito ne riparleremo: sembra sia giunto il momento di esplorare nuovi lidi, sempre al servizio di m4m.

un saluto a tutti.

02 luglio 2007

piano dei lavori

Oggi non ho molto tempo, ma vale la pena iniziare a tracciare un draft per le attività da eseguire per arrivare alla versione 1.0
  • licenza: dobbiamo sceglierne una per rilasciare sorgenti e grafica e non-so-cosa, pensavo a CreativeCommons, ma quale?
  • segnalazioni: jira o piattaforma simile, ma c'è qualcuno che la offre?
  • repository: cvs/svn o piattaforma simile, ma c'è qualcuno che la offre?
  • regolamentazione accessi: openID, più per avere qualche feedback che per limitare l'accesso
  • correzione bugs: ce ne sono tanti!!
  • preparazione di un caso introduttivo per spiegare le funzionalità di mad4murder ai giocatori
  • completamento de "Il misterioso caso dell'Illusionista" di Gabriella per presentarlo come primo caso da giocare
  • rilascio versione 1.0
  • inizio dei primi test aperti al pubblico
  • rilascio di tag di linguaggio xml di definizione dei casi investigativi (quello che usano gli scrittori)
  • integrazione widget last.fm (o alternativo) per play di una playlist ad hoc per il gioco, ascolto disattivabile.
  • possibilità per l'utente di scegliere la playlist o il canale che preferisce
non è tutto ... sicuramente ci sono cose da aggiungere e decisamente mancano i dettagli.

Ragazzi più ci penso e più mi sembra un'impresa!!

29 giugno 2007

ancora openID: i profili


Arisalve a tutti.
Visto che sto finendo di implementare il sistema di "autenticazione" con openID del gioco, credo sia il caso di approndire qualche altro aspetto della cosa.
Così come si fa con gli svariati account che abbiamo disseminato per la rete, per ognuno di essi abbiamo inserito alcuni dati più o meno sensibili, perché magari non ci va di dare il numero di telefono in un sito che del nostro numero di telefono non se ne fa nulla; mentre, di contro, ci servirebbe dare questo numero ad un sito che ci fornisce fonia IP.
Per risolvere questo problema con l'account unico openID, basta semplicemente creare dei profili (ognuno contentente solo determinate informazioni) che dedicheremo ai server sui quali ci autentichiamo, così da poter distinguere dei "sottotipi" di account da quello principale.
In fase di autenticazione, diremo al server che ci fornisce l'account openID quale profilo passare al sito.

ci leggiamo prossimamente per un ragguaglio sull'aspetto "implementativo della cosa.

dimenticavo: ho dimenticato di scrivere che in mezzo al miliardo (in lire) di cose da fare che ho, mi è venuta in mente un'ideuzza che proporrò al grande capo e, se sarà ben accetta, ne leggerete presto.

p.s.: adesso max si chiederà di cosa stia parlando, visto che quando ci siamo sentiti poco fa non gli ho detto proprio nulla....EHEHEHEH(risata maligna)

bye.

20 giugno 2007

OpenID su m4m

Che ne direste della possibilità di creare un account unico per poter accedere a tutti i siti nei quali andate bazzicando durante il giorno?

E della possibilità di usare un account che avete già per accedere a m4m?

Invece delle tediose registrazioni ai siti per la creazione di un account, e della ricerca di login/password per accedere ai servizi, potremmo avvalerci dell’utilizzo di un sistema di identificazione utente che faccia tutto al posto nostro.

Sto parlando di OpenId.

Citando wikipedia:
OpenID è un semplice meccanismo di identificazione creato da Brad Fitzpatrick di LiveJournal. Si tratta di un network distribuito e decentralizzato, nel quale la tua identità è una URL, e può essere verificata da qualunque server supporti questo protocollo.”

Che vuol dire?

Beh, semplice! Vi create un account OpenID da un qualunque provider che fornisca tale servizio (myopenid.com su tutti) e lo utilizzate per accedere ai vari blog, servizi di messaggistica o altro che supportano OpenID (non dimentichiamoci di m4m).

Solo la prima volta che accederete ad un sito di questo genere vi verrà chiesto di autenticare questo accesso.

E se il provider dell’accoutOpenID non dovesse più funzionare? Beh, c’è la possibilità di delegare un’altra URL a rappresentare l’URL OpenID che non è accessibile o che non esiste più. Ma cominceremmo ad entrare troppo sui particolari, per cui vi invito ad approfondire la cosa.

Link utili:

collericamente vostro
Ricki