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24 luglio 2008

Il DNA non è la panacea

Le nostre convinzioni sui testimoni e sulla loro memoria stanno già scricchiolando.
Adesso ci tocca mettere in discussione il DNA e il suo utilizzo nelle aule di giustizia.

Esistono delle difficoltà intrinseche nel rilevamento di campioni adeguati di DNA: il campione si deteriora nel tempo, si deteriora se esposto ad agenti atmosferici, si deteriora se inquinato da altre sostanze, si deteriora se non è opportunamente trattato. Insomma siamo lontani dalle esibizioni a scopo promozionale in cui si estrae il dna delle fragole.
A tutto questo si può aggiungere anche il fatto che i metodi di conduzione delle analisi dei campioni possono portare ad errori anche grossolani.
Questo non è una novità: ogni indagine scientifica deve essere condotta in maniera rigorosa, il problema che la American Civil Liberties Union ci segnala è che questi errori e la possibilità stessa che si verifichino sono assolutamente sottovalutati se non ignorati. Addirittura Wired arriva a parlare di effetto CSI: i campioni di DNA coincidono in base alle convinzioni di chi li esamina.

... direi che è disastroso.