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25 giugno 2014

Nuovo arrivato: il print & play di Harbour

Le prime impressioni sui giochi che ho appena comprato ... solo che questo è gratis se hai la pazienza di stamparlo da solo.

Io a casa ho diverse "cavie" a cui ho dato dei nomi per individuarli meglio.
Soggetto Moglie: si tratta di un gamer, affronta tutti i titoli che non siano esclusivamente di guerra. Le piacciono i giochi da tavolo e qualche volta me li propone ... raramente.
Soggetto Figlio: si tratta di un giovane gamer, esplora le sue possibilità dai giochi complessi ai filler ai giochi di ruolo, a volte accondiscendente verso le mie proposte, ha i suoi gusti ed esercita il suo diritto di scegliere.
Soggetto Figlia: si tratta di una giovanissima non gamer, raramente capita che mi proponga un gioco. Quando succede è festa.

Harbour mi ha incuriosito un bel po', lo dicevo lo scorso post, lo ribadisco oggi.
Letto il regolamento mi ha incuriosito così tanto che sono andato oltre ed ho stampato il print'n'play, ho ritagliato le carte e le schede, ho procurato un po' di pedine e l'ho giocato.
Guarda la foto: cubetti colorati un po' troppo grandi e tasselli di legno colorato a mano per le pedine, A4 stampati e ritagliati a manina. Niente shields, niente colori, niente trucchi. Solo il gioco.
Devo dire che giocato è davvero godibile, resta un gioco veloce e carino. Il mercato è il cuore di tutto e il condensare la vendita delle merci con l'acquisto degli edifici in una sola azione è un'idea azzeccata che costringe a farsi due conti. Stimolante. Ma questo è il mio parere, inutile al mondo scientifico e decisamente parziale.

Ho evitato di proporre Harbour al soggetto Figlia, inadatto.
Ho proposto al soggetto Moglie che mi ha risposto con un No netto, preciso ed inequivocabile.
Ho proposto di giocare anche al soggetto Figlio. Ha mostrato la sua accondiscendenza concedendomi una mezzoretta.
Ho spiegato il gioco e la cosa ha preso un po' di tempo in più di quanto previsto, il soggetto si distraeva e aveva difficoltà a seguire. Il gioco non gli è piaciuto un gran che ...
E dire che ero speranzoso proprio per il soggetto in questione!

Il mio piccolo contributo alla scienza del gioco da tavolo, sfruttando le mie cavie, mi porta a stabilire che l'aspetto del gioco DEVE essere curato per catturare l'attenzione, DEVE essere colorato per stimolare l'interesse, DEVE contenere qualche elemento che incuriosisca le cavie e faccia desiderare loro di interagire col gioco stesso (oltre che con le persone che vi stanno attorno).
Pare facile, no?