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12 ottobre 2007

Storytron e mad4murder: nuovi spunti

Oggi punto-informatico pubblica l'articolo "I game designer del futuro? Ora giocano di ruolo" che merita veramente di essere letto.

Per me, appassionato di giochi e di informatica è stato illuminante leggerlo, e ancora più illuminante sarà spulciare Storytron e Façade. Non conoscevo il primo e del secondo avevo letto tempo fa qualche cosa, ma non lo ricordavo più.

Per iniziare vorrei riportarvi un brano tratto da "The Experience of Creating a Storyworld"
Not only is interactive storytelling a powerful medium, it's also quite a fascinating adventure to create in. Since a storyworld is not one story but a universe of dramatic possibilities, storybuilding challenges your creative faculties to work overtime, thinking not where the plot should go, but instead trying to imagine every possible direction it could go. It's like drawing a map of your entire imagination, which the player then traverses.

ecco la mia (modesta) traduzione: "La narrazione interattiva è un media potente (per trasmettere emozioni al pubblico n.d.r.), ma la costruzione degli Storyworld è anche un'avventura affascinante. Uno Stroyworld non è una sola storia, ma un universo di possibilità, la costruzione di uno Storyworld mette alla prova le capacità creative, si deve pensare non a dove la trama deve andare, ma invece si deve provare ad immaginare ogni possibile direzione in cui può andare. E' come disegnare la mappa della tua intera immaginazione, che il giocatore attraverserà."

Quest'ultima frase è quella che mi è piaciuta in maniera particolare: la mappa dell'immaginazione.
Non sono certo che il lavoro che ho fatto inventando il mio linguaggio XML (al quale devo dare un nome bello come "Storyworld") possa consentire questo livello di rappresentazione, e certamente scrivere quella frase è più semplice che realizzare quello che c'è scritto. In ogni caso questo è quello a cui tendo.
Mi appassiona la possibilità di costruire (un sottoinsieme di) un universo complesso, conscio dell'impossibilità della cosa e per semplificarmi ancora il compito sto applicando tutto questo al racconto di storie di investigazione.

In questi giorni ho un po' "perso la bussola", ma so (ed ho sempre saputo) cosa devo fare, ora so che la direzione che ho preso non è una novità, ma so anche che la strada non è quella sbagliata.