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17 maggio 2009

A che serve la social card?

La social card è quel pezzo di plastica e tecnologia che lo stato ha messo nelle mani di alcuni cittadini italiani disagiati per aiutarli. In pratica è una carta di credito che lo stato usa per elargire qualche somma ai beneficiari.
Onore al merito, è pur sempre qualche cosa!

Poca cosa, purtroppo. La redazione di Report, nella puntata "Poveri noi" ci ha dimostrato diverse magagne nascoste dietro le conferenze stampa.
1 la social card non è arrivata a tutti i poveri, in verità non c'è nemmeno un modo certo per capire chi sono e quanti sono gli italiani poveri
2 la social card è arrivata anche ad alcuni che, secondo lo stato, non ne avevano diritto. A questi è arrivata senza accredito. Senza soldi è solo un pezzo di plastica e tecnologia: inutile
3 la social card è arrivata senza accredito anche ad alcuni di quelli che avevano diritto all'aiuto
ma poi la squadra della Gabbanelli ha detto anche altre cose
4 la social card è costata un sacco di fatica a quelli che l'hanno richiesta (tra file, certificazioni e disagi)
5 la social card è costata un sacco di soldi spesi inutilmente tra raccomandate, preavvisi, attivazioni, sportelli di caf e delle poste impegnati (e pagati)
Insomma, questa azione è stata poco efficace e molto costosa. Ma allora perché farla?
Alcuni potrebbero pensare che è servita a far girare dei soldi tra poste, caf e altri uffici. E forse è vero.
Ma io sono molto più paranoico. Secondo te è possibile che tra qualche tempo qualcuno andrà a verificare come sono stati spesi i soldi concessi in questo modo? Sicuramente scopriranno che insieme alla pasta e al pane qualche vecchietta avrà comprato anche una vaschetta di gelato ... e allora apriti cielo.
Vuoi vedere che abbiamo gli occhi (cattivi) di Tremonti addosso?