Ad Agrigento si gioca? Organizziamoci e giochiamo --> GiocAGrigento!

16 giugno 2008

Banconote

Certe volte le notizie non ti ispirano per niente, altre volte ci vuoi fare un post sopra. Questa volta c'ho fatto un racconto breve.
La notizia è questa. Che ve ne pare?

Era davanti a quell'edicola da 20 minuti.
Aveva fumato e camminato avanti indietro ininterrottamente, compiendo quei gesti in maniera meccanica. Nel frattempo aveva altro da fare, non poteva soffermarsi sui suoi gesti: era completamente concentrato sui suoi pensieri. Ripiegato su se stesso, ma contemporaneamente proteso verso quell'edicola.

I suoi pensieri nascevano pochi giorni prima, quando una macchina gli era sfrecciata davanti scompostamente. Il passeggero, dal finestrino mezzo abbassato, aveva buttato via una busta e la macchina aveva proseguito velocemente lungo la strada sparendo dalla vista al primo incrocio.
Per strada pochi passanti avevano apostrofato i "ragazzacci" a modo loro e poi avevano ripreso le loro vite.
La busta però stava ancora li. Davanti ai suoi piedi.
Era indirizzata a lui? Li conosceva? Forse uno scherzo. Ma diventò curioso e si abbassò per raccoglierla.
La prese tra le mani, ma non l'aprì, nemmeno la guardò. La mise nella tasca di dietro come se fosse appena caduta a lui stesso. Poi riprese la sua vita, come già avevano fatto gli altri. Gli sembrava la cosa migliore da fare: nascondere sotto una patina di normalità la stranezza che era capitata.
Tutta la sua curiosità riaffiorò appena ebbe 5 minuti liberi. Prese la busta e la osservò pronto ad annotare mentalmente segni e scritte oppure strappi o altro.
L'aprì e guardò all'interno per vederne il contenuto. Dentro c'erano solo delle banconote. "Solo"? erano una ventina di banconote da 100 euro. "Olè!!" pensò, e i suoi occhi si riempirono di luce, "2000 euro caduti dal ... cielo". Poteva dirlo, in fin dei conti andò quasi come disse lui.
Poi ricostruì la patina di normalità che si era increspata e vi nascose sotto tutti i suoi pensieri. Continuò normalmente la sua giornata, ma nel frattempo calcolava cosa avrebbe potuto fare con quella sommetta. Certo non era tanto, ma non era nemmeno poco ed i progetti si sovrapponevano l'uno all'altro per l'euforia.
La sera, invece di guardare Jerry Scotti alla televisione, mentre le sfumature blu illuminavano la stanza, ricontemplò nella sua memoria la fotografia della macchina, la mano che sbucava fuori, la busta in volo, il tonfo ai suoi piedi, lo stridio delle ruote, le parole dei passanti. Ma improvvisamente, così come erano arrivati quei soldi, arrivò anche un pensiero nuovo o che forse aveva preferito ignorare. Arrivarono gli scrupoli.

Affrontò con forza i primi attacchi, non cedette pensando che potevano essere il frutto di qualche rapina, non arretrò pensando che potevano servire per ricattarlo poi dopo. Un po' cedette pensando alla persona che in quello stesso momento se li stava piangendo, ma "li aveva persi", lui non poteva farci niente.
Andò a dormire respingendo questi ed altri pensieri.

La mattina dopo fece un giro diverso dal solito. Passò davanti a diversi negozi esaminandoli tutti. Poi trovò l'ispirazione: non voleva dare nell'occhio comprando chissà cosa: scelse l'edicola. Si disse che comprando un giornale non avrebbe insospettito nessuno e si diresse verso l'edicola.

Ma si bloccò pochi passi dopo, restando a guardarla. Poi si accorse che il suo comportamento poteva sembrare strano e iniziò a camminare avanti e indietro. Poi a questo aggiunse una sigaretta accesa in mano. Si disse: "sto aspettando qualcuno". Rirovata la patina di normalità si dedicò al pensiero che l'aveva bloccato. Quei soldi potevano essere falsi. Dopo venti minuti di ipotesi e di maldestri test celati dietro gesti quotidiani era pronto a tentare.

"Buongiorno" esordì timidamente. Il giornalaio rispose: "Buongiorno, desidera?", per lui era automatico. Prese un giornale, forse un settimanale o uno di quiz e tese la mano con i soldi. L'edicolante li prese e fece i soliti gesti. Strisciò i polpastrelli sulla banconota, la osservò in controluce e meccanicamente stava per metterla nella cassa e per preparare il resto, ma gli venne in mente un'altra cosa e volle vedere se funzionava.
Mentre il suo cliente impallidiva senza che lui se ne accorgesse, prese la banconota, la piegò in due e mosse le due metà una sull'altra per vedere se notava qualche cosa. Niente. Non sentì nulla. Nessuna forza tendeva ad allontanare le due metà. "Ha visto?", disse ripetendo il gesto, "non funziona, non si respingono. Questa trovata delle forze magnetiche nelle banconote non funziona". Gli diede il resto e lo salutò.

Si allontanò dall'edicola con le gambe tremanti, il giornale in una mano e il resto nell'altra. Non aveva pensato agli inchiostri magnetici che adesso si utilizzavano per le banconote, fece un grande sforzo per rimettere a posto l'alterazione della patina di normalità che si intuiva anche solo guardandolo in viso, ma poi riprese la sua vita.