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20 giugno 2008

Tutta la verità o qualsiasi cosa penso di ricordare

Ricordate la frase pronunciata dai testimoni nei processi americani? Certo che la ricordate: l'avete sentita centinaia di volte tra film e telefilm. Ecco, adesso che l'avete ben presente DIMENTICATELA.

Infatti da ora in poi potrebbe diventare così: "Giuro di dire la verità, tutta la verità o qualsiasi cosa penso di ricordare"
Questa piccola variazione nelle parole produce effetti devastanti sulla possibilità di utilizzare le testimonianze nei processi. Ma perché il giuramento potrebbe cambiare?
Perché, con un processo di ricerche scientifiche che parte dal 1932 ed arriva ad oggi passando per Akira Kurosawa (Rashomon, 1950), gli scienziati stanno dimostrando che la memoria non è riproduttiva, ma ricostruttiva.
Significa che le cose che ricordiamo non ritornano alla mente come in una videocassetta nel videoregistratore (riproduttiva), ma invece i ricordi vengono rielaborati dal soggetto utilizzando le sue conoscenze ed il contesto storico in cui è immerso. Il processo di ricordare, pur rimanendo separato dalle funzioni di immaginazione, percezione e cotruzione del pensiero è intimamente legato a queste!!
Se ancora non fosse chiaro il concetto: quello che ogni persona ricorda è filtrato, modificato ed "aggiustato" per rientrare nei canoni ("schemata" secondo Sir Frederick Bartlett) della persona stessa.
Questo costringerà a ridimensionare l'affidabilità dei testimoni oculari e l'utilizzo delle loro deposizioni nei processi.

Ma per fortuna siamo in Italia e i problemi di cui si devono occupare i giudici sono ben altri.
... che fortuna! :-(
(fonte: Neurophilosophy)