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12 giugno 2008

Le intercettazioni

Il nostro paese è pieno di urgenze. E il nostro parlamento lo sa.
Così, mentre il precariato sta svilendo una generazione di lavoratori, mentre abbiamo Napoli alle prese con la monnezza (e non solo Napoli), mentre il caro-petrolio ci sta affossando, mentre sta per scoppiare clinicopoli e mentre le intolleranze razziali (non voglio chiamarlo razzismo) si stanno materializzando qui e la, sempre più legittimate, mentre la Franzoni rischia di fare pochi anni di carcere per uno dei soliti processi all'italiana (se colpevole deve restare in carcere a vita, se innocente deve restare libera. Niente vie di mezzo). Mentre succede tutto questo il governo italiano si occupa di privacy.

O_o

Di privacy? si-si. Si occupa di privacy raccontandoci che si tratta di sicurezza. E pare che tutti se la bevano! E' infatti un argomento importantissimo che sta a cuore a tutti gli italiani (???). Io non ci dormo la notte, infatti mi giro e rigiro nel letto cercando di prendere sonno, ma penso sempre agli sms della Falchi o alle "passeggiate sconce" di certi ministri.

Fosse per me per quest'anno raddoppierei i 224 milioni di euro spesi in intercettazioni l'anno passato (tra le altre cose, risparmiare sarebbe banale e ce lo spiega Travaglio).
Fosse per me istituirei un albo delle intercettazioni, consultabile da tutti senza vincoli, una bella gogna in cui le porcate di tutti sarebbero permanenti e visibili.
In modo che si sappia delle barche comprate a forza di bustarelle, delle corsie preferenziali negli ospedali, delle mogli degli ex ministri di grazia e giustizia e dei politici che invece di essere arrestati festeggiano con i cannoli (ormai macchiati come la coppola).

Che tristezza.